GIUSEPPE CARTA

La vita e l’arte di Giuseppe Carta

Maestro di Luce e dei Grandi Frutti della Terra

Giuseppe Carta è pittore e scultore italiano riconosciuto a livello internazionale.

Nasce nel 1950 in Sardegna a Banari, un piccolo e caratteristico paese della provincia di Sassari.

L’interesse per la pittura si manifesta in lui sin dall’infanzia. Ancora adolescente rivela una forte passione per la musica, decide così di iscriversi al corso di pianoforte presso il Conservatorio Nicolò Paganini di Genova.

Alla fine degli anni Sessanta passa al Conservatorio Statale Antonio Vivaldi di Alessandria, qui prosegue e ultima nel 1972 gli studi in pianoforte e al contempo si dedica allo studio dell’organo e della didattica della musica. Dal 1973 inizia una serie di attività artistiche: prepara e dirige un coro di voci bianche e uno polifonico, intraprende l’insegnamento di educazione musicale e frequenta, quale allievo di interpretazione e lettura di spartito d’opera, i Corsi musicali estivi “Città di Varallo”. Maestro di organo e pianoforte, ancora molto legato alla musica, frequenta presso l’Istituto Regionale di Ricerca Sperimentale e Aggiornamento Educativo di Genova, corsi di tecniche di musicoterapica che conclude nel 1988 con una tesi dal titolo "Elementi di musicoterapia e sindrome di Down in contesto scolastico".

In quegli anni lavora anche per la collana Ivaldi Editore collaborando, tra gli altri, con Mino Milani, Hugo Pratt, Attilio Micheluzzi e Giacinto Gaudenzi alla realizzazione dei volumi Soldati di ventura e Storie di un altro evo e di altre realtà. Scrive due romanzi e una ventina di racconti e collabora sporadicamente per il Corriere del Pomeriggio.

Nei primi anni Ottanta matura in Giuseppe Carta il desiderio e la volontà di dedicarsi totalmente alla pittura, decide così di rinunciare all’insegnamento per impiegare il suo tempo allo studio e alla ricerca di un realismo pittorico sempre più reale. A tale periodo risale l’incontro fra Carta e il gallerista genovese Rinaldo Rotta, che si rivela molto importante per la sua evoluzione pittorica, e con il quale instaura una profonda amicizi a. «Fu un incontro che segnò profondamente il mio percorso artistico – afferma Carta – Rinaldo Rotta mi fece capire la differenza fra un quadro d’arredo e un’opera pittorica».

Fil rouge dei suoi lavori è la Natura: frutti vivi, vivissimi, sono ritratti tanto nei loro momenti di massimo splendore quanto in quelli di caducità, evoluzione e maturazione. La Natura è per Giuseppe Carta foriera di bellezza e di nuova vita anche laddove apparentemente la vita non c’è più. "Nelle mie opere - afferma Carta - cerco di raccontare la vita nel suo lento trascorrere e in tutto vi è Bellezza, quella bellezza che però non corrisponde a Perfezione perché la realtà non è perfetta, noi non siamo perfetti, la Natura stessa non lo è. Amo dipingere ogni piega, ogni ruga, ogni imperfezione perché il dato reale, su tutti i possibili contesti di confronto, è sempre quello che mi appaga di più".

Le nature morte che dipinge sono di commovente realismo, sonda con attenzione quasi maniacale la realtà che lo circonda, cogliendone i minimi dettagli e mettendo in evidenza le specificità dei singoli soggetti dipinti siano essi calici, bicchieri, tovaglie finemente ricamate, tavole imbandite di luce e colore, cesti, libri, civette, zucche, limoni, melagrane, cipolla, uva, patate, fichi e quanto altro la Natura possa a lui regalare in visioni che lo stesso artista rende vive con la Luce, elemento vitale e funzionale in tutta la sua opera. E tutto ciò accadde anche nella scultura che Carta ama chiamare Germinazioni perché sono come la Natura fonte di vita e di speranza. Le realizza con l’antica tecnica della fusione a cera persa a Pietrasanta, luogo emblematico della scultura a livello mondiale.

Nella scultura l’artista va nel cuore della materia, inseguendo un dialogo ancora più realista, quasi cercando l’abbraccio con ciò che realizza: melagrane, peperoncini, limoni, fragole, pomodori, olive e grappoli d’uva. Si spinge oltre compone, indaga, plasma e forgia la materia sino a generare, con un sapiente uso del colore, scattanti visioni pop scenografiche.

Giuseppe Carta realizza le sue sculture con l’antica tecnica della fusione a cera persa a Pietrasanta , rinomata cittadina toscana e luogo emblematico della scultura a livello mondiale, e predilige realizzarle oltre che in bronzo, in alluminio, in resina e in marmo di Carrara. Le sue sculture, dal tratto immediatamente riconoscibile e indiscusso, sono presentate ed esposte in numerosi ed importanti luoghi di cultura e in eventi di grande

richiamo internazionale.

Nel 1994 inizia a collaborare con la galleria Guidi di Genova, nello stesso anno incontra lo scrittore Giorgio Soavi che segna la svolta nella sua carriera. L’attenzione di Soavi per le opere di Carta è tutta volta verso i calici di finissimo cristallo che emergono tra le preziose tovaglie e le raffinate ceramiche dipinte. Disse che non aveva più visto, ormai da tanti anni, vetri dipinti. A partire dal 1994, e per i due anni successivi, Carta si dedica interamente alla realizzazione di tele raffiguranti, per l’appunto, nature morte feconde di luce emanata dai cristalli, che trovano una scena id eale nella mostra A tavola con Giuseppe Carta allestita, con il catalogo curato dallo stesso Soavi, alla galleria d’arte Antonia Jannone di Milano (con la quale collabora fino agli inizi degli anni 2000).

Fin dai primi anni Novanta si registra la partecipazione di Carta all’importante Arte Fiera di Bologna.

Nel 1996 è allestita al Castello di Pralormo (Torino), su iniziativa dei conti Beraudo, la mostra Fragile, fragilissimo a cui segue, per iniziativa del Presidente della Provincia di Sassari, la mostra antologica itinerante Il peso leggero della luce a cura di Marco Goldin che lo invita due anni dopo ad esporre a Conegliano Veneto nella mostra Palazzo Sarcinelli 1988/1998.

Nel 1997 su invito della galleria Rinaldo Rotta di Genova espone tredici quadri nella mostra Cinque pittori della realtà, insieme a Giorgio Balboni, Luigi Benedicenti, Paola Campanella e Jonathan Janson.

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Nel 1998 un altro fortunato incontro con il critico d’arte Federico Zeri segna la sua evoluzione artistica: ne segue il testo Pittura cristallina per una mostra personale alla galleria Rinaldo Rotta di Genova, mostra che non fu mai realizzata a causa della scomparsa del gallerista genovese. Le opere che il pittore realizza alla fine di questo decennio sono ispirate al ritmo musicale delle sinfonie di Mozart. Gli anni che seguono sono quelli che portano Giuseppe Carta a fare una scelta sia professionale sia estetica; ne sono frutto le esposizioni al Gran Palais e all’Espace Branly della Tour Eiffel, a cui seguono gli inviti delle gallerie Robin-Leaudouze e Caplain Matignon, sempre nella capitale francese. Vengono poi gli inviti a Ginevra, a Gand e Londra e quindi ancora in Francia a Saint Paul de Vence (Galerie Vendôme), mentre continua sempre il lavoro in Italia, soprattutto fra la Lombardia, l’Emilia e la Toscana.

Nel 1998 con la galleria la Spirale di Milano partecipa all’Art International di New York con due personali presso il Jacob K. Javits Convention Center e presso il New World Art Center. Seguono le esposizioni al Gran Palais e all’Espace Branly della Tour Ei ffel, a cui seguono gli inviti delle gallerie Robin-Leaudouze e Caplain Matignon, sempre nella capitale francese. Vengono poi gli inviti a Ginevra, a Gand e Londra e quindi ancora in Francia a Saint Paul de Vence (Galerie Vendôme), mentre continua sempre il lavoro in Italia, soprattutto fra la Lombardia, l’Emilia e la Toscana.

Nel 1999 una sua grande antologica La magia delle cose è promossa al Foyer del Teatro Lirico di Cagliari con catalogo a cura di Ada Masoero. La mostra La dinamica dei volumi inerti è tenuta alla galleria EloArt a Forio d’Ischia (NA) con catalogo a cura di Teresa Coppa, partecipa alla collettiva Sulle ali della seduzione ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi (Modena).

Nel 1999 è discussa da Maria Grazia Sassu una tesi di laurea dal ti tolo L’opera pittorica di Giuseppe Carta alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari.

Nel 2000 e nel 2002 è invitato all’importante rassegna europea della natura morta The annual still life Show dell’Albemarle Gallery di Londra. Sempre nel 2002, su invito della galleria La Solo Arte di Milano illustra, insieme ad altri importanti artisti, il prezioso volume d’arte dedicato alle opere di Giuseppe Verdi con presentazione ed esposizione al Museo del Teatro alla Scala di Milano e partecipa alla mostra L’Arte a tavola la natura morta nell’immaginario artistico italiano promossa dal Comune di Piombino nella Galleria Comunale.

Nel 2003 una importante mostra antologica itinerante Visioni di Carta è esposta al palazzo della Frumentaria di Sassari, all’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, alla galleria Stefano Forni di Bologna, al Consolato Generale - Istituto di Cultura di Amburgo e al Castello San Michele di Cagliari, nel 2004 all’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona e nel 2005 a Montecarlo alla Maison dell’Amerique Latine de Monaco. Nello stesso anno l’importante rivista russa MEЗOHИH dedica all’opera di Carta un ampio servizio di otto pagine.

Nel biennio 2006 e 2007 sue opere sono oggetto di importanti mostre internazionali: Sedici sguardi una rassegna. Sardiniae Corpus Sardiniae Figura. Discovering Sardinian Painting (Australia: Brisbane, Stock Exchange - Sydney, Seymour Theatre Center - Melbourne, Anz Australia e New Zeeland Banking Group) - Il Filo conduttore all’Istituto Italiano di Tripoli, la personale alla Galerie Alexandre Leadouze di Cannes, al Magic Market Place di Las Vegas e all’Hidden di Santa Monica, California, mentre in Italia una grande mostra antologica Vetro precario e fragile è allestita, su iniziativa dei Bormioli, nello scenografico Palazzo della Reggia di Colorno di Parma. con catalogo a cura della storica e critica d’arte Rossana Bossaglia, e partecipa alla mostra Filo Conduttore n. 2 al Museo Fioroni di Legnago. Sempre

Nel 2007 è promossa al Museo Archeologico e Storico Etnografico delle Tenute Sella & Mosca di Alghero la mostra Libiam ne’ lieti calici, mentre una grande antologica I seducenti percorsi della luce è allestita al Complesso Museale Francesca Sanna Sulis di Muravera (Cagliari) con catalogo a cura del critico Luciano Caprile. Con l’opera Equilibri precari in rosa proveniente dalla collezione della Fondazione Ca’ la Ghironda di Bologna partecipa

alla mostra Identità e Differenze del ’900 curata del critico d’arte Claudio Cerritelli.

Nel 2008 partecipa ad ArtVerona con la galleria Arte e Arte di Bologna e sue opere sono

esposte nella collezione del Museo di Arte Contemporanea Italiana in America di Costa Rica.

Nel 2009 è invitato alla 53esima Biennale di Venezia, dove espone una complessa installazione scultorea La rinascita della foresta dopo l'incendio in alluminio specchiante di frutti e un asino che raglia di felicità.

Nel 2010 a Bologna sono promosse le mostre Germinazioni alla galleria Arte e Arte e Mimesis e alla galleria Stefano Forni di Bologna, mentre a Milano è promossa alla galleria Arcoit Giuseppe Carta. La parola della luce con catalogo a cura di Beatrice Buscaroli. Alla fine dell’anno è presente nella mostra San Francesco e Chiara d'Assisi. Maestri di Dialogo promossa al Palazzo Ducale di Massa Carrara.

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Nel 2011 espone all’Euroflora a Genova una importante installazione scultorea di elementi bronzei e in alluminio. In Sicilia a Racalmuto nel Castello Chiaramontano è promossa la mostra Giuseppe Carta. Sul filo della memoria. Su invito di Vittorio Sgarbi è alla 54esima Biennale di Venezia con l’installazione pittorica Rosso Sardo ed Equilibri precari. Partecipa alla mostra L’arte di amare l’arte promossa dalla Fondazione CittàItalia al Palazzo Reale di Torino e alla Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma.

Nel 2012 riceve l’invito del Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli a realizzare la scenografia del Teatro: una scultura di oltre 9 metri, Germinazione Melagrana. La scultura è esposta per un anno nella valle del Teatro, mentre suoi dipinti e sculture sono allestite a Lajatico, il

paese natio di Bocelli. La Banca d’Italia lo chiama a realizzare il ritratto del Prof Mario Draghi, già governatore della Banca d’Italia e Presidente della BCE.

Nel 2013 riceve l’incarico dalla CEI di realizzare il corredo pittorico e scultoreo per il Nuovo Complesso Parrocchiale della Provincia di Lanusei (Sardegna), partecipa alle mostre 100 Ventagli di corte d’autore dalla collezione di Aldo Dente alla Rocca di Dozza e Sardegna Arte Contemporanea 01 Leap and Land allestita al Masedu di Sassari dall’Accademia di Belle Arti Mario Sironi.

Nel 2014 Carta è protagonista in Cina di un importante progetto espositivo itinerante: a Chongqing, su invito dell’Ambasciata Italiana a Pechino e del Consolato Generale d’Italia a Chongqing, è promossa nel prestigioso spazio espositivo Changjiang Art & Culture Center la mostra Verso la luce, una personale di selezionati dipinti, la mostra è proposta alcuni mesi dopo in un altro importante spazio espositivo, la galleria Aura Art Space di Chengdu. Carta viene invitato dal Consolato Generale d’Italia a Chongqing a realizzare una scultura per l'inaugurazione della nuova sede del Consolato. Idea e realizza quale simbolo della città cinese Capsica Red Light una installazione scultorea in bronzo policromo di cinque peperoncini di rosso vivo squillante. Nello stesso anno su invito dell’associazione I mondi di carta espone a Crema nella rassegna culturale ed enogastronomica imondidicarta2014 le sue sculture raffiguranti dei frutti che ben si legano al tema del Cibo. La sua Cipolla in cristallo policromo e oro è consegnata come premio a Gualtiero Marchesi. Alla fine dell’anno gli è dedicata a Milano alla Fondazione Stelline un’importante antologica La luce e il suono, promossa dalla galleria Arcoit e curata dal critico Ivan Quaroni.

Nel 2015 è all’EXPO Milano 2015 nel padiglione Kip Onu e su invito del Governo Cinese nel padiglione Cina, dove a fine anno nella affollata città di Chongqing è installato un peperoncino alto oltre 7,50 metri in una delle più piazze più grandi e moderne della città, Guan Yin Qiao. Partecipa a Venezia alla mostra Il grande canale della Pace allestita al Palazzo Bollani. È esposta a Biella nel Selvatica Natura in Festival nei splendidi giardini all’italiana del Palazzo Cromo-Losa una sua grande installazione scultorea in alluminio specchiante. A Volterra nella mostra Rosso Fiorentino Rosso Vivo, curata da Vittorio Sgarbi con la regia di Alberto Bartalini, presenta una installazione scultorea dalla serie I piccantoni Capsica Red Light. È inaugurata al Museo dell'Arte Vetraria di Altare Giuseppe Carta. Trasparenze dipinte.

Nel 2016 a Milano a Eataly, il tempio dell’eccellenza italiana in fatto di cibo e produzione enogastronomica, è promossa la mostra Giuseppe Carta. Germinazioni. I diari della terra. La mostra è poi allestita nelle sedi di Eataly di Torino, di Bologna e poi nel 2017 di Roma.

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Nel 2017 a Pietrasanta, in Toscana, è inaugurato il grande evento Giuseppe Carta. Orti della Germinazione, con la regia di Alberto Bartalini e la cura di Luca Beatrice. Ad aprire l’evento The Red Giant, un imponente peperoncino rosso di 18 metri posto nella piazza del Duomo di Pietrasanta che sembra nascere dalla terra. The Red Giant, insieme ad altri 20 splendidi peperoncini rossi, diventa poi l’imponente scenografia del Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli. La collaborazione con Bocelli continua a Roma col charity event Celebrity Fight Night con l’esposizione al Colosseo dell’imponente Melagrana, già simbolo del Teatro del Silenzio 2012 e dell’Andrea Bocelli Humanitarian Award, premio conferito a celebrità e personalità quali Sophia Loren, la principessa Rania di Giordania, George Clooney, Sharon Stone, Nicolas Cage, Lionel Richie, Carlos Slim Helù. Su invito di Oscar Farinetti, un altro grande peperoncino è esposto ad Alba (Piemonte) nelle reali cantine vitivinicole di Fontanafredda, patria del famosissimo Barolo. Sue opere sono esposte nell’estate ai Bagni Alpemare di Andrea Bocelli (Forte di Marmi).

Nel 2018 continua l’importante collaborazione con la Cina e le città di Chongqing e Chengdu tanto che è chiamato a ideare e realizzare per la prestigiosa World Chilli Alliance (WCA) il simbolo internazionale del peperoncino. Per la città di Chongqing, su incarico di uno dei più grandi colossi imprenditoriali cinesi, realizza un imponente peperoncino simbolo della città. In Italia conquista il pubblico di Euroflora Genova 2018 con i suoi peperoncini rossi, 25 esposti a Genova nei giardini dei Parchi di Nervi e al Porto Antico. Dall’inizio del mese di giugno domina nelle cantine reale vitivinicole di Fontanafredda un gigantesco grappolo d’uva voluto da Oscar Farinetti e creato da Carta quale Monumento al Nebbiolo, mentre alla fine dello stesso mese The Red Giant, il peperoncino lungo 18 metri esposto prima a Pietrasanta e poi al Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli, trova quale luogo ideale di esposizione Fico Eataly World di Bologna, la fabbrica italiana del cibo più importante del mondo. Sempre nello stesso anno in Toscana la gigantesca Melagrana è collocata nella città di Pontedera quale installazione permanente. In Calabria, a Diamante, è insignito dall’Accademia Italiana del Peperoncino del titolo di Ambasciatore del Peperoncino nel mondo. Su invito del Museo di Monsummano Terme (Pistoia) espone una installazione di dipinti e sculture nella mostra Oasi. Alla fine dell’anno il Polo Museale della Puglia e il MIBAC celebrano l’Anno del Cibo Italiano con le opere di Giuseppe Carta promuovendo il grande evento espositivo Giuseppe Carta. Epifania della terra nei Castelli Svevi di Bari, di Manfredonia, di Trani e di Gioia del Colle. Iniziano le riprese del film CARTA del regista Dado Martino, che affascinato dalle opere e dalla vita di Carta così ricca di esperienze e di contaminazioni vissute in giro per il mondo dall’Occidente all’Oriente, decide di girare il film tra la Sardegna, a Banari nel paese dove Carta è nato e cresciuto, la Liguria dove si è formato prima come musicista e poi come artista, la Toscana e l’Emilia Romagna.

 

Nel 2019 altri importanti eventi e riconoscimenti attribuiscono a Giuseppe Carta il titolo di Maestro della Luce e dei Grandi Frutti della Terra

- su invito della Direzione del Polo Museale della Puglia la sua scultura Germinazione della Pace, una scultura che rappresenta un ramo di ulivo quale simbolo universale di unione e di convivenza tra i popoli della terra, è esposta alla presenza del ministro Bonisoli al Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia, mentre è esposta per l’evento Libri d’artista. L’arte da leggere al Castello svevo di Bari la scultura Sul filo della memoria.

in Liguria il Comune di Genova, nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, presenta ufficialmente in anteprima nazionale il film CARTA.

- in Calabria per la città di Tropea realizza una scultura del suo frutto più conosciuto e apprezzato in tutto il mondo: la Cipolla Rossa di Tropea. Con la comunità calabrese s'instaura un intenso rapporto di ricambiata stima che culmina con il conferimento a Giuseppe Carta della cittadinanza onoraria di Tropea.

- in Toscana a Pontedera è tra gli artisti protagonisti della mostra, diretta da Aberto Bartalini, I moti dell’anima. Tributo a Leonardo Da Vinci e altre sue opere sono esposte ai Bagni Alpemare di Andrea Bocelli (Forte dei Marmi).

- in Sardegna a Sassari le sue germinazioni scultoree diventano la scenografia che celebra la Natura per l’evento Che gusto!, In tale occasione Carta è insignito dal quotidiano regionale La Nuova Sardegna del premio La Nuova Sardegna quale Artista celebre che porta alto il nome della Sardegna nel mondo, dall’Occidente all’Oriente.

Sempre in Sardegna, a Nuoro, è l’Istituto Superiore Regionale Etnografico a promuovere l’opera di Giuseppe Carta al Museo del Costume con il grande evento espositivo Orti di Grazia con la presentazione affidata a Vittorio Sgarbi e la direzione artistica ad Alberto Bartalini.

- per l'importante impegno sociale profuso in Italia e nel mondo con le sue opere dedicate ai frutti della terra, la regione Sicilia e il comune di Priolo Gargallo riconosce e consegna a Giuseppe Carta il premio nazionale Ambiente e Società.

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Nel 2020 l’arte di Giuseppe Carta è ancora una volta oggetto di grande interesse nazionale ed internazionale. Il preoccupante diffondersi in tutto il mondo del virus Covid-19 sconvolge l'umanità intera e ogni attività e progetto viene cancellato o reso on-line, la priorità di tutti e per tutti è quella di salvare vite umane e porre fine alla grave emergenza sanitaria che imperversa in ogni nazione. Dopo un lungo periodo di lockdown generale in tutto il territorio nazionale e non solo, vi è la volontà di infondere nuova speranza in tutti i contesti sociali traumatizzati dalla pandemia e anche l’arte partecipa a questa importante ripresa, Giuseppe Carta è così invitato dal Comune di Tropea ad intervenire alla conferenza on-line del festival Tropea Cipolla Party in qualità di artista che con le sue opere celebra la Natura e la Rinascita. Carta è legato alla città di Tropea non solo per la Cipolla alla quale ha dedicato una sua scultura ma anche per esserne diventato nel 2019 cittadino onorario. È con l'obiettivo di favorire una ripresa sociale e culturale post lockdown che il 18 luglio è inaugurata a Porto Rotondo la Porto Rotondo Art Gallery, voluta dal Conte Luigi Donà dalla Rose e da Leonardo Donà dalle Rose e dallo stesso diretta, con oltre 25 opere di Giuseppe Carta dedicate ai frutti della terra quale simbolo di germinazione e di rinascita. È dai primi di luglio che Carta inizia a collaborare con la Galerie Jedlitschka di Zurigo dove espone, nel parco delle sculture della galleria, due grandi peperoncini dal colore rosso squillante e dalle forme vibranti. In Toscana Carta aderisce all’iniziativa di solidarietà, promossa dal Comune di Pietrasanta a favore dell’Ospedale Versilia e delle realtà imprenditoriali e famiglie in difficoltà a causa del Covid-19, donando una sua opera per l’asta di beneficenza battuta dalla casa d’aste londinese Sotheby’s il 12 settembre nel chiostro di Sant’Agostino della città pietrasantina. È invitato dalla Sgaravatti Group, storica e prestigiosa azienda vivaistica italiana operante a livello internazionale e altamente specializzata nella progettazione e realizzazione di giardini e spazi verdi, ad arricchire con le sue germinazioni scultoree i festeggiamenti per la celebrazione dei 200 anni di attività dell'azienda tenutasi nel garden di Capoterra (Sardegna). A fine settembre si conclude con grande successo l’esposizione a Porto Rotondo. Dal 6 novembre la città toscana di Pontedera, attivo e riconosciuto polo italiano dell'arte contemporanea, inaugura l’evento Natale ad Arte, diretto da Alberto Bartalini, con importanti installazioni scultoree. L’Orto dei Sogni di Giuseppe Carta celebra la vita con una complessa installazione di germinazioni scultoree colorate e dal forte valore evocativo.

A fine anno la città di Cagliari, patrocinando l’evento benefico promosso dalle associazioni Lions Club, Amici del Giardino di Sardegna e Aidda Delegazione Sardegna, ospita “Le vie dell’Arte” una installazione colorata di frutti scultorei di Giuseppe Carta quale simbolo di Speranza, di Rinascita e Ripresa culturale.

È una installazione profusa di frutti scultorei a Cagliari ad aprire l’attività espositiva di Carta nel 2021: dal 6 marzo al 2 giugno all’Orto Botanico dell’Università di Cagliari, uno dei giardini botanici più belli d’Italia, sotto il titolo “Natura e Artificio” le sculture di Carta germogliano nello spazio naturale offrendosi al dialogo con le spettacolari e centenarie specie arboree e arbustive presenti nell’orto. L’evento, simbolo della rinascita e della ripartenza, evidenzia il particolare connubio tra natura, arte, studio e scienza botanica.

Prosegue fino alla fine di maggio l’esposizione a Pontedera dell’installazione scultorea L’Orti dei Sogni.

Dopo il successo in Puglia, nelle sedi dei castelli svevi di Bari e di Copertino, la mostra “Libri d’Artista. L’arte di leggere” approda a Roma, sotto la Direzione dei Musei Statali della Città di Roma, dove è inaugurata al museo Boncompagni Ludovisi con l’opera di Giuseppe Carta Sul filo della Memoria scelta anche per il manifesto dell’evento.

In occasione dell’importante evento “Maestro d’Olio”, promosso a Pietrasanta dall’11 al 13 giugno, Giuseppe Carta espone una Oliva gigante quale simbolo della manifestazione, accompagnata da un Orto della Germinazione, installazione colorata di frutti scultorei su prato verde.

Inaugura il 26 giugno ad Iseo l’evento mostra “Giuseppe Carta. Germinazioni della Terra”.

Nello scenario incantato del lago Iseo e nella Fondazione L’Arsenale della rinomata cittadina lombarda, sono allestite 100 opere che raccontano la storia artistica di Carta. Tre giganti scultorei aprono il percorso del lungolago: un Peperoncino rosso, un Pomodoro rosso e una Oliva verde. Seguono altre importanti sculture fino a giungere ad un Limone giallo che splende sul lago. Installazioni profuse di allumini specchianti e peperoncini colorati sono invece ospitate nei giardini di Casa Panella e del Castello Oldofredi. Nel centro storico una grande Arancia indica il continuo del percorso alla Fondazione l’Arsenale, dove è allestita una selezione di dipinti di estremo realismo, aventi a soggetto le nature morte, e ancora degli Orti della Germinazione dove idealmente germinano dei frutti scultorei. L’evento, voluto e promosso dal Comune di Iseo con il patrocinio della

Regione Lombardia e in collaborazione con la Fondazione l’Arsenale, sarà aperto al pubblico fino al 5 settembre.

A metà degli anni Novanta Giuseppe Carta ritorna nel suo paese natio, Banari, dove si fa promotore e organizzatore di importanti iniziative e realtà culturali quali BanariArte e la Fondazione Logudoro Meilogu. La sua arte, insieme alla sua casa-museo-atelier e l’antico Palazzo Tonca, diventano oggetto di ricerca e attrazione che richiamano ogni anno un grande pubblico proveniente da tutto il mondo.

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LE GERMINAZIONI DI GIUSEPPE CARTA

 

Per capacità comunicativa e suggestione le opere di Giuseppe Carta che riproducono i frutti della terra sono un veicolo eccezionale a traghettare il valore dei prodotti della terra all'interno del messaggio universale dell'Arte, a farli diventare da elementi irrinunciabili della nostra vita oggetti vivi e preziosi, fino a concepirli, come dei veri e propri monumenti contemporanei della nostra esperienza artistica collettiva.

Il percorso che Carta segue non è solo intuitivo e immaginifico, ma è soprattutto perizia tecnica, il livello raggiunto di interpretazione del vero della natura con il vero della pittura e con quello della scultura. 

Quello di Giuseppe Carta è uno sguardo attento e preciso tanto all’insieme quanto al particolare, ma anche all’ambientazione e alla sapiente scenografia della summa dei singoli pezzi, perché anche in natura i frutti dell'orto sono ognuno identico a se stesso, ma costituiscono un insieme armonico, in equilibrio visivo. 

Occhio, intelletto e cuore, oltre all'abilità tecnica della realizzazione, dominano i frutti giganti di Carta, amati, accarezzati, sognati, resi presenze attive dall'artista. Dal punto di vista del genere artistico, potrebbe trattarsi certo di “natura morta”, ma a ben vedere essi vogliono essere “natura vivente” in perfetta sintonia con le traduzioni del termine che illustrano il genere, still life in inglese, stillleben in tedesco. 

 

Germinazione è la nascita improvvisa, quasi magica e abnorme di grandi frutti realizzati in resina policroma, in bronzo o in alluminio specchiante – peperoncini, pomodori, limoni, ciliegie, fragole, melagrane – improvvisamente alla ribalta del nostro immaginario collettivo, testimoni e interpreti di un mondo atavico, eppure concreto, che ha attraversato i millenni con la discrezione silenziosa di ciò che è normalmente prezioso alla vita dell’uomo e quindi in qualche modo scontato. Questi frutti, parte fondamentale della storia dell’economia rurale dell'intera Italia, diventano attraverso le mani di Giuseppe Carta, Arte e si offrono a noi come “personaggi illustri” omaggiati dal nostro tempo.

 

I grandi Peperoncini sono stati concepiti da Carta per la città cinese di Chongqing nella regione del Sichuan, dove ancora adesso popolano la piazza principale quale simbolo dell’intera regione. I frutti in alluminio con il loro Asino “guardiano”, capaci di catturare sulla propria superficie specchiante i riflessi dell’ambiente che li circonda e di chi curioso vi si guarda dentro, sono stati esposti nella piazza del Duomo di Pietrasanta. Le Melagrane, frutto simbolico per eccellenza perché legato alla passione di Cristo, sono il simbolo del Teatro del Silenzio voluto da Andrea Bocelli nella sua città natale di Lajatico, in Toscana. Molti di essi hanno popolato i Castelli pugliesi in occasione della celebrazione dell'Anno del Cibo del 2018.

 

Tutti insieme questi frutti si offrono a noi come apparizione meravigliosa, spettacolo, coinvolgimento emotivo. Anche se non immediatamente percepibile, è evidente in tutte le opere di Carta, l’intenzione di creare vere e proprie sinfonie di accordi. Le installazioni di sculture, come la disposizione degli oggetti nei quadri dipinti, seguono ritmi precisi, ponderati e “cantano” all’unisono, diretti da un abile Maestro del Coro (e Carta lo è stato

davvero nella sua prima vita), una melodia impalpabile eppure udibile. Queste opere sono infatti vitali, si relazionano tra loro, dialogano. 

Dal prodotto della natura più semplice, che l'uomo ha saputo addomesticare all'interno di una piccola area di sussistenza, nel rispetto dei cicli delle stagioni e per assicurarsi gli elementi vegetali della propria evoluta alimentazione, Carta trae un insegnamento esemplare, quello della riconoscenza ai simboli della semplicità del generarsi e del crescere. E lo fa con la sua arte perfetta.

Mariastella Margozzi

 

Dirigente Mibact

Direttore Regionale dei Musei della Puglia

  Direttore Regionale dei Musei dell’Abruzzo

Direttore dei Musei Statali della Città di Roma

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